Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
La giornata è stata istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in memoria delle sorelle Mirabal, tre donne uccise nel 1960 nella Repubblica Dominicana per il loro impegno politico e sociale contro il regime dittatoriale del paese.
Oggi questa data è diventata uno spazio simbolico per richiamare l’attenzione su un fenomeno oltremodo diffuso, persistente e devastante che colpisce donne di tutte le età e in tutti i paesi.
La violenza contro le donne assume volti diversi e forme molteplici, permea qualsiasi condizione sociale, economica, culturale, può essere sessuale, psicologica, economica, istituzionale, fisica. Un fenomeno che in Italia, secondo i dati ISTAT, continua ad essere critico: “La violenza fisica continua a rappresentare la forma prevalente di maltrattamento, interessando quasi la metà delle vittime (39,8%), seguita dalla violenza psicologica (33,8%)”. Inoltre, “un ulteriore elemento che conferma la stabilità della dinamica della violenza riguarda il luogo in cui essa si consuma: la casa si conferma come principale scenario, indicata dal 68,7% delle vittime”.
Le donne con disabilità sono interessate da discriminazione multipla – un tipo di discriminazione che scaturisce dalla compresenza nella stessa persona di più caratteristiche suscettibili di causare discriminazione – che le espone a tutte le forme di violenza di genere da due a cinque volte più delle altre donne, ma anche a forme peculiari di violenza connesse alla loro disabilità (come l’uso improprio dei farmaci, le minacce di sospensione dell’assistenza, la sottrazione o il danneggiamento degli strumenti di autonomia, l’aborto e la sterilizzazione forzati, ecc.).
L’istituzione di questa giornata ha l’obiettivo di sensibilizzare governi, organizzazioni e la società civile sull’urgenza di porre fine a ogni forma di violenza contro le donne e deve spingere non solo le istituzioni ma ogni persona ad un impegno costante, non solo il 25 novembre, ma quotidianamente attraverso la prevenzione, l’educazione, la denuncia e il supporto alle vittime.








